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Chief Digital Officer | CDO | 5 minuti di lettura

Come scegliere il CDO giusto per la tua azienda

Quella di affidare la digitalizzazione della propria azienda ad una figura professionale preposta come un CDO è una decisione importante che va presa con la dovuta attenzione e facendo tutte le valutazioni del caso: così come non esiste un’azienda che sia uguale ad un’altra, allo stesso modo non esiste una soluzione che vada bene per tutti.

Le esigenze aziendali, anche nello stesso settore di riferimento, possono essere molto diverse e cambiano a seconda di alcuni parametri riguardanti la conformazione dell’azienda.

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Scegliere il CDO in base alle caratteristiche dell’azienda

Le prime variabili da tenere in considerazione quando ci si approccia alla scelta di un CDO sono:

  • Le dimensioni dell’azienda
  • Il grado di digitalizzazione raggiunto e gli obiettivi futuri
  • La presenza di un reparto IT e marketing interni

Si tratta di variabili fondamentali per fare una scelta sensata e in grado di portare realmente risultati. Vediamo perché facendo qualche esempio concreto.

 

Dimensioni dell’azienda

Se un’azienda di dimensioni importanti, con un fatturato di svariati milioni di euro e un organico di oltre 50 dipendenti può valutare l’assunzione di un CDO a tempo indeterminato, per le piccole e medie imprese questa scelta potrebbe rivelarsi difficile da sostenere da un punto di vista economico e addirittura controproducente: assumere una figura di livello manageriale implica sostenere dei costi elevati per un’azienda, a cui vanno ad aggiungersi tutte le altre spese necessarie a implementare il processo di digitalizzazione.

Inoltre l’inserimento di una nuova figura in organico non è esente da scossoni che possono andare a minare il clima aziendale compromettendo la qualità del lavoro e il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

In base alla nostra esperienza, per evitare che la scelta di affidarsi ad un CDO porti più danni che benefici reali, le PMI dovrebbero preferire un CDO esterno, da assumere in qualità di temporary manager per un periodo di tempo circoscritto, ovvero solo quello necessario a gettare le basi della trasformazione digitale.

Approfondisci l’argomento qui: 3 motivi per cui scegliere un CDO esterno per la tua azienda conviene

Grado di digitalizzazione raggiunto e obiettivi futuri

Il grado di digitalizzazione già raggiunto dall’azienda è un altro parametro fondamentale per scegliere un professionista con le giuste competenze.

Prova a farti queste domande:

  • Qual è il livello di digitalizzazione dei flussi di lavoro in azienda?
  • Sono già stati acquistati strumenti e software digitali per sveltire processi e lavorazioni?
  • Il clima aziendale è favorevole e i dipendenti sono pronti ad affrontare il processo di trasformazione digitale?
  • Che livello di digitalizzazione hanno i dipendenti? Sono già in grado di utilizzare strumenti digitali? Se sì, quali?
  • L’azienda è già presente sui mercati digitali? L’azienda ha interesse ad approcciarsi al mondo del digital marketing? Se sì, sono stati già fatti dei tentativi in questo senso?

La maggior parte delle aziende in cerca di un CDO esterno non ha affrontato ancora la digitalizzazione o comunque ha provato a farlo in maniera marginale, amatoriale e poco sinergica, ottenendo risultati trascurabili. Solo una piccola percentuale delle PMI che scelgono di rivolgersi a un consulente digital lo fa per ultimare il processo di digitalizzazione.

In ogni caso, fare questa discriminazione è fondamentale per capire di che tipo di professionista si ha bisogno, e selezionare il CDO con le giuste competenze verticali e trasversali.

Per fare un esempio, un’azienda che vuole lanciarsi nel digital marketing ma non ha ancora la struttura per sostenere questo cambiamento dovrà valutare con attenzione le skill lato marketing del CDO a cui rivolgersi.

Allo stesso modo, se l’esigenza principale è quella di digitalizzare i flussi di lavoro, la scelta dovrà ricadere su un CDO con una forte expertise in ambito tecnico, cioè sull’utilizzo e l’implementazione di software.

 

Presenza di un reparto IT e marketing interni

Un ulteriore elemento da valutare nella scelta del CDO adatto è la presenza in azienda di un reparto tecnico e di un reparto marketing interno che possano contribuire in maniera sostanziale al processo di trasformazione digitale.

Se in azienda sono già presenti figure professionali di questo tipo, tra i compiti da affidare al CDO rientreranno principalmente la formazione e l’affiancamento dei professionisti già presenti. In caso contrario, il CDO dovrà occuparsi, di concerto con il reparto HR, della selezione, assunzione e formazione delle figure professionali che dovranno affiancare il CDO nella digitalizzazione e in seguito assumersene la guida.

La scelta del CDO però non dipende soltanto da caratteristiche ed esigenze aziendali: in seconda battuta è necessario valutare anche le competenze e l’approccio professionale del CDO stesso, per valutare l’allineamento tra la sua vision e quella aziendale.

 

Scegliere il CDO con le giuste competenze

Non tutti i professionisti che operano come CDO hanno le stesse competenze: un CDO è generalmente un manager con esperienza pluriennale in ambito digitale, una forte expertise nel digital marketing, una visione a 360° sui processi di trasformazione digitale e una serie di hard e soft skill molto trasversali, che vanno dall’area vendite, all’area tecnica, alle doti manageriali e di leadership, tutte caratteristiche che gli consentono di inserirsi efficacemente in un contesto aziendale variegato sfruttandone le potenzialità, individuando obiettivi chiari e realistici e ponendosi efficacemente alla guida della digitalizzazione.

 

Expertise nel marketing

Una forte expertise nel marketing è sicuramente una competenza da valutare come un valore aggiunto per un CDO: una conoscenza approfondita delle dinamiche del mondo digitale non può prescindere da un’altrettanto profonda conoscenza del marketing tradizionale e della sua evoluzione digitale.

Digitalizzarsi per un’azienda non significa soltanto svecchiare processi e modalità di lavoro introducendo nuovi strumenti tecnologici: nell’attuale scenario, caratterizzato da una forte competitività in tutti i settori, pensare di conquistarsi una fetta di mercato senza aprirsi al digital marketing è una vera e propria utopia per le aziende, di qualunque tipologia e dimensione.

Digitalizzazione significa anche capacità di mettersi alla prova sui nuovi mercati digitali: è proprio su questo sfondo che si gioca la partita tra la sconfitta e il trionfo di un’azienda, la cui sopravvivenza oggi dipende più che mai dalla sua capacità di inserirsi con successo nel commercio digitale, conquistando nuovi clienti in target e nuove nicchie di mercato.

 

Altre competenze specifiche

Le altre competenze da valutare nella scelta di un CDO sono sia di carattere “tecnico”, le cosiddette hard skill, sia di carattere relazionale, le cosiddette soft skill: come abbiamo spiegato all’inizio, il CDO è una figura trasversale che ha il delicato compito di inserirsi in azienda in modo efficace e senza generare scosse.

L’approccio multidisciplinare è indispensabile perché il CDO possa riuscire in questo obiettivo, ma allo stesso tempo lo sono anche le sue doti caratteriali: per apportare un reale cambiamento, il CDO deve essere in grado di interfacciarsi con tutti i reparti aziendali, dalle HR, alle vendite, ai reparti tecnici, al marketing, quindi deve avere conoscenze quantomeno generali in ognuna di queste aree. Ma non solo: per interagire con un gran numero di persone e tenere conto delle esigenze di tutti, singoli e azienda, un buon CDO non può non avere spiccate doti relazionali, da leader e team builder che gli consentano di farsi benvolere da tutti e di favorire l’affiatamento, la cooperazione e la collaborazione tra i vari reparti e singoli membri dei diversi team.

Il consiglio dunque è di valutare le caratteristiche del professionista selezionato durante il primo incontro conoscitivo, saggiandone competenze professionali e abilità, per essere certi di affidarsi ad una persona competente, esperta e sicura di sé.



Vision e comunicazione

Da non trascurare è la vision del professionista a cui ci si sta affidando e il modo in cui si comunica attraverso i vari canali online e offline: per inserirsi efficacemente nel contesto aziendale, il CDO esterno deve poter condividere la vision, i valori aziendali e anche le modalità e gli obiettivi di crescita.

Per fare questo tipo di valutazione può essere utile, in fase di selezione, leggere attentamente il sito web del CDO, comprendere a fondo il suo background professionale, il modo in cui lavora, i progetti già realizzati e le referenze di altri clienti.

In fase conoscitiva sarà importante fare al CDO domande specifiche circa i risultati che ritiene di poter ottenere e valutare l’allineamento con la vision aziendale. In una fase più avanzata sarà inoltre determinante fissare insieme degli obiettivi realistici, scegliere gli strumenti e i modi più efficaci per raggiungerli e le tempistiche.

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Chief Digital Officer | CDO

Simone Pellerey

Quando il digital è una passione prima che una professione. Da oltre 10 anni mi occupo di strategie digital in ambito B2B, lavorando a stretto contatto con gli stakeholder esecutivi sullo sviluppo della strategia di digital marketing, sulle attività operative e sul tracking delle performance.

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